Vashti Bunyan, e la seconda chance

Di Davide Mancini

La sua è una storia che ha dell’incredibile e che tutti noi vorremmo vivere. La racconto brevemente, per i dettagli ci sono i vari wikipedia, myspace etc.
Pubblica un album nel 1970 (Just Another Diamond Day), che vende poco o nulla, ma che negli anni diventa un vero e proprio oggetto di culto, tanto da essere considerato fonte ispiratrice di artisti come Joanna Newson e Devendra Banhart.
Delusa dal pessimo risultato abbandona la sua carriera di musicista e fa la mamma, crescendo tre figli. Un giorno, siamo alla fine degli anni novanta, avendo in casa un computer e la connessione ad Internet, fa una ricerca, come forse molti noi abbiamo fatto, mettendo il suo  nome su Google. La scoperta ha per lei dell’incredibile, perché capisce che attorno a lei l’attenzione non è mai venuta meno. Il suo disco viene quindi ristampato e, grazie anche a Devendra Banhart stesso, ne pubblica un’altro (Lookaftering).
Sono passati più di trent’anni.
Ma al di là della sua incredibile storia, è la sua musica che mi ha stregato. Come sempre è difficile definire uno stile, anzi direi che è quasi inappropriato (per capirlo basta ascoltarla).
Mi ricordo però del giorno in cui ho inserito “Just Another Diamond Day” nel mio lettore CD e ho premuto “play”.
Il brano che apre l’album è proprio quello che dà anche il titolo.
Quel riff di chitarra acustica appena accennato, seguito/inseguito dal flauto e la sua voce profusero in un attimo in casa mia un atmosfera di intimità che difficilmente avevo provato con altri artisti.
Quel suo mood “autunnale”, il suono della sua chitarra e il suo modo di cantare, così calibrato, quasi “timido” mi sembrarono una voce fuori dal tempo, anzi al di là del tempo. Un disco che consideravo e considero prezioso, da ascoltare nel momento giusto (certe cose non si possono ascoltare sempre…)
Ne feci una copia che portai in macchina con me. Una sera, in un locale della città dove vivo (Colle val d’Elsa), l’ho regalato ad una mia amica. Spesso e volentieri regalo dischi (copiati chiaramente!!!!! Con quel che costano!).
Dopo qualche mese l’ho rivista. Mi ha confidato che nel momento in cui ha messo su il cd, è rimasta letteralmente folgorata dalla musica, che, a detta sua “ti si avvolge attorno come una coperta davanti al caminetto acceso in una sera di Novembre”.